I genitori del minore che bullizza un coetaneo sui social sono tenuti a risarcire il danno non patrimoniale alla persona e all’immagine patito da quest’ultimo, diffamato e umiliato attraverso profili fake, con fotomontaggi porno e post offensivi. I genitori sono responsabili perché non hanno vigilato in modo adeguato sull’uso di Instagram da parte del figlio, tanto più se questi è affetto da disabilità cognitiva.
Trib. Brescia sent. 4/3/2025