Se le possibilità di sopravvivenza del neonato erano poche o, addirittura, vi era la certezza che il feto sarebbe deceduto, i medici non sono responsabili per le gravi patologie con le quali il bambino è nato.
Lo afferma la sentenza numero 7251/2018 della Corte di cassazione che ha rigettato il ricorso di un uomo e una donna che avevano agito in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni patiti a seguito della presunta “errata, negligente ed imperita” assistenza al parto e alla nascita di loro figlio, cui era conseguita in capo a quest’ultimo una grave encefalopatia con idrocefalo e tetra paresi spastica.