Se in un procedimento di affidamento dei figli minori, sono allegati comportamenti aggressivi o violenti di un genitore nei confronti dell’altro, il giudice civile deve necessariamente indagare per verificare se queste condotte sono state effettivamente tenute e come hanno inciso sulle relazioni familiari.
Le allegazioni di violenza domestica e violenza assistita integrano uno di quei “gravi motivi” che giustificano, secondo il prudente apprezzamento del giudice, la sospensione dei contatti tra il genitore e i figli.
Il giudice non può limitarsi a rilevare che le denunce penali della moglie erano state archiviate e che comunque non avevano rilevanza nel giudizio poichè ciò è in contrasto con il quadro normativo in tema di prevenzione e repressione della violenza domestica. Il nuovo testo di legge introdotto dalla riforma Cartabia negli artt. 473 bis 69 e ss. in attuazione della Convenzione di Istanbul del 2011, è chiaramente ispirato al principio secondo cui gli abusi familiari sono illeciti autonomi e autonomamente rilevanti, rispetto alle ipotesi di reato sanzionate dal codice penale come, ad esempio, i maltrattamenti in famiglia.
Cass. civile 21 febbraio 2025, n. 4595