Il figlio maggiorenne che esperisca con successo l’azione di dichiarazione giudiziale della paternità (nell’ambito della quale, il rifiuto del presunto padre di sottoporsi all’esame del Dna ha valore confessoria e può di per sé giustificare l’accoglimento della domanda) non è legittimato a chiedere la condanna del genitore al pagamento del contributo al mantenimento dovuto sin dalla nascita (azione che spetta all’altro genitore adempiente, a titolo di regresso nell’ambito di un obbligo solidale), mentre può richiedere il risarcimento del danno
Tribunale di Napoli Nord, sentenza 13 luglio 2022